Semplice e precisa l’ipotesi di Vincent Dureau, capo del settore televisivo-tecnologico di Google, sul futuro della televisione: “il suo destino è nella distribuzione on line“.
All’Iptv World Forum di Londra l’esponente di Mountain View ribadisce che tecnologie quali il p2p di BitTorrent e catene distributive on line sul modello di Netflix, diverranno non solo i veicoli, ma saranno il vero e proprio motore che “muoverà” la televisione del futuro. Netflix e BitTorrent, per la loro mole di traffico e numeri (Netflix offre ben 90 milioni di titoli e coinvolge 8 milioni di utenti), dovrebbero essere considerate le più importanti implementazioni di iptv di tutto il mondo, benchè in questa definizione cadano servizi televisivi offerti prevalentemente da operatori telefonici.
In un contesto di questo genere sarà sempre più pregnante il ruolo della banda larga, non solo per le notevoli capacità trasmissive che offre, ma soprattutto grazie al mutamento di paradigma che determina: una comunicazione point to point, che oscurerà il broadcasting così come lo conosciamo. Inoltre, “l’appetito per la televisione di certo non manca“. Basta guardare i numeri di Youtube, per capire che la “tv” sta tutt’altro che scomparendo; semplicemente la si guarda in modi diversi, secondo contenuti, format e, soprattutto, gusti differenti. Bisognerebbe comprendere, così conclude Dureau, che abbracciare il web e capire l’iptv non sono concetti che apparterranno al nostro avvenire, ma li abbiamo oramai lasciati alle nostre spalle. Insomma, il futuro della tv è più vicino di quanto immaginiamo.
Allora quegli 1.65 miliardi di dollari non sono stati solo un ghiribizzo.
Vedi anche:
- Google: il futuro della TV è il video online ed il P2P (oneIPTelevision)
- Google sees TV’s future in online video distribution (Iptv Watch UK)
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