Le prospettive del futuro

iptv_logo.jpgSecondo una ricerca effettuata da Abi Research, lo scorso anno gli utilizzatori di iptv erano all’incirca 13.5 milioni. E analizzando i trend di crescita, questa stessa ricerca ha ipotizzato, entro il 2013, 90 milioni di utenti allacciati a un servizio televisivo su protocollo IP.

Sono interessanti, a questo proposito, le conclusioni del Senior Analyst di Abi Research Cesar Bachelet. Questi ha dichiarato che esistono tutti i presupposti perchè l’iptv possa crescere con grande intensità, ricordando però, che lo sviluppo diverrà più forte in alcuni mercati rispetto ad altri. Bachelet ha individuato nei mercati emergenti (Nord-America e Asia) il maggior potenziale di crescita.

In Nord-America, ha proseguito, solo alcuni piccoli operatori canadesi avevano offerto fino a poco tempo fa un servizio di iptv. Nel 2007 però, grossi carriers statunitensi come Verizon e AT&T hanno iniziato ad affacciarsi al servizio di diffusione televisiva sul web in concomitanza dello sviluppo di fibra ottica nel territorio Usa. Il mercato asiatico d’altro canto, nonostante abbia avuto una partenza lanciatissima con l’operatore PCCW nella città di Hong Kong, ha deluso un po’ le aspettative, soprattutto a causa di problemi legati alla regolamentazione, all’interno di punti chiave del mercato. Ma le prospettive rimangono comunque ottime.

La crescita dell’iptv rappresenta poi una grossa opportunità per i costruttori di infrastrutture. Basti pensare ad esempio alla necessità di strumenti dedicati quali video servers, middleware e set-top boxes. Per non parlare poi del passaggio obbligato dalla codifica MPEG2 a quella MPEG4, che permette di trasmettere in alta definizione, in aggiunta ai nuovi servizi in grado di offrire un’esperienza sempre più interattiva.

Ma tutte queste opportunità, però, non necessariamente si tramuteranno in successi per i costruttori. Gli operatori telefonici sono “estremamente puntigliosi” nel scegliere i propri partners, poiché hanno bisogno di infrastrutture valorizzabili su larga scala, ed ovviamente non tutti possono permetterselo. Oltre a questo, si presentano fin dall’inizio due problematiche fondamentali con cui le telco devono confrontarsi: da un lato si affacciano a qualcosa di completamente nuovo rispetto alle proprie competenze, con modelli economici estremamente sofisticati e innovativi; dall’altro si scontrano con gli incubment della pay-tv, ovvero con coloro che possiedono una propria infrastruttura di distribuzione. Quest’ultimi poi si trovano in una posizione di netto vantaggio: hanno rapporti oramai consolidati con i produttori di contenuti ed allo stesso tempo, grazie all’esperienza maturata in questi ultimi anni, conoscono in profondità il settore televisivo e sono in grado di valorizzarlo. Bè la sfida è aperta.

Fonte: Abi Research.com

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3 Risposte a “Le prospettive del futuro”

  1. L’Iptv spinge, ma l’Italia crolla « IpTv - Non una rete televisiva, ma una tv della rete Dice:

    [...] il quadro dei contesti extra-europei (introdotto in parte in questo post), gli Stati Uniti possono vantare circa 1 milione di utilizzatori abbonati a un servizio iptv, in [...]

  2. Fastweb tra convergenza e quadruple play « IpTv - Non una rete televisiva, ma una tv della rete Dice:

    [...] a lanciare un servizio di iptv per i propri clienti. Oggi si stima che nel mondo ci siano oltre 13 milioni di abbonati iptv e che nei prossimi cinque anni cresceranno in maniera esponenziale”. [...]

  3. Fastweb tra mobile e quadruple play « IpTv - Non una rete televisiva, ma una tv della rete Dice:

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