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Data la profonda immersione con cui sto tentando di realizzare una buona tesina sul giornalismo online, la pubblicazione sul blog sarà interrotta per qualche tempo. Comunque, non appena concluso il lavoro (che per certi versi si sta rivelando davvero estenuante), non mancherò di inserirlo, cosicché tutti possano usarlo liberamente. Quindi per ora metto in pausa.

Update: formattazione in progress

Sipra-Rai, fiducia sulla crescita del mercato pubblicitario

L’amministratore delegato della Sipra Maurizio Braccialarghe appare fiducioso sulla ripresa del mercato pubblicitario per il prossimo anno ed afferma di voler puntare a una crescita annua del 2% in linea con gli obiettivi editoriali (ossia quelli della Rai).

Sì è chiusa la prima settimana degli Europei di calcio che la Rai trasmette in esclusiva. Quanto valgono per Sipra?

Gli Europei sono una grande opportunità per tutto il mercato pubblicitario e le aziende hanno investito molto. Ad oggi la raccolta, in linea con le nostre attese, supera i 55 milioni di euro, 2 milioni in più dell’edizione 2004. Sarà però determinante il risultato della nostra nazionale.

Ad agosto invece inizieranno le Olimpiadi di Pechino. Quale delle due manifestazioni è più redditizia?
La Rai seguirà tutte le Olimpiadi su tutte le piattaforme: Rai Due sulla tv analogica, Rai Sport Più sul satellitare e digitale terrestre, ci sarà la radio e il sito internet assicurerà sei canali streaming. Abbiamo offerto al mercato una politica commerciale su tutti i mezzi in grado di seguire le singole discipline olimpiche. Ovviamente, per caratteristiche proprie, di stagionalità e di orari, questa manifestazione ha un oggettivo minor impatto rispetto agli Europei di calcio, pur offrendo, ai clienti, un pubblico molto profilato ed interessante.

Le campagne pubblicitarie diventano sempre più multimediali e coinvolgono internet, la radio e la stampa. La televisione generalista soffre questa evoluzione?
La multipiattaforma è una realtà, ma la televisione generalista è e rimane il media che per numeri ed incidenza sull’andamento dei consumi registra le migliori revenue. Proprio per questo motivo, in coerenza con il piano industriale ed editoriale della Rai. anche la Sipra si è riorganizzata con strutture di marketing e di vendita legate ai singoli mezzi: tv, radio, web e i canali digitali e satellitari. L’obiettivo è fornire una forte specializzazione con una vera politica plurimediale.

Cosa vi aspettate dai palinsesti Rai per l’autunno che verranno presentati lunedì a Saint Moritz?
Da un gruppo leader negli ascolti come Rai c’è solo da attendersi una nuova stagione di successi che confermino la leadership di rete e di gruppo: credo che l’offerta autunnale abbia tutte le carte in regola. Si confermano generi di alta qualità come le fiction, ma si avviano anche importanti innovazioni di prodotto nel day time di tutte le reti e nel prime time di Rai Uno e Rai Tre. Su Rai Due, invece, continuano i programmi dedicati ai giovani come L’Isola dei famosi, X factor e scalo 76.

Come è andata la battaglia degli ascolti in primavera?
La stagione televisiva si gioca su due distinti periodi «di garanzia»: autunno e primavera e la Rai come gruppo e Rai Uno come rete hanno appena vinto la decima stagione consecutiva: dal 2003 cinque autunni e cinque primavere vinte da Rai Un successo legato anche agli ottimi risultati delle miniserie e delle fiction che occupano 8 posizioni su 10 nella classifica dei programmi di intrattenimento più visti nella scorsa primavera. Bene anche lo sport, con la Formula 1 in testa, e i programmi di approfondimento.

Il 2008 della Rai è iniziato con un Festival di Sanremo al di sotto delle aspettative. C’è il rischio l’edizione attragga meno investimenti pubblicitari per il 2009?
L’edizione di quest’anno ha registrato audience inferiori alle attese anche perché la concomitante tragedia di Gravina non ha contribuito a creare un clima favorevole alla kermesse canora. Sanremo resta comunque tra i programmi che assicurano grandi ascolti rappresentando occasioni d’investimento per la pubblicità. Sarà così anche il 2009: sono fiducioso, la Rai si sta preparando a un grande festival.

Lo scorso anno si è chiuso con 1,44 miliardi di ricavi. Qual è l’obiettivo per il 2008?
Il primo semestre dell’anno sta facendo registrare un incremento dell’1% sull’analogo periodo del 2007. La prima parte del 2008 ha registrato una certa stagnazione della raccolta pubblicitaria: la campagna elettorale, non prevista, con il conseguente riassetto dei palinsesti Rai, hanno influito sull’andamento della Sipra in un contesto economico complessivo non entusiasmante, con i primi mesi dell’anno a crescita zero e conseguenti segni di stanchezza anche nel mercato pubblicitario. Prevediamo un crescita annua del 2%, in linea con gli obiettivi fissati dall’editore. Molto però dipenderà dal mercato che deve rafforzare la convinzione che la comunicazione pubblicitaria è indispensabile per fare emergere la marca e consolidare le quote di mercato.

Giuliano Balestreri per “Il Sole 24 Ore

Microsoft-Wind, Xbox 360 verso l’Iptv

L’indiscrezione da oneiptv e non solo. Sembra che i forti investimenti di Wind sulla piattaforma televisiva ip (i più consistenti a livello italiano) si affianchino a partnership importanti. In questo senso ecco che la nota consolle del gigante di Redmond (già in grado di elaborare segnali televisivi su protocollo internet), potrebbe scegliere l’iptv di Wind, con cui ha già stretto accordi importanti, assumendo così un ruolo di rilievo in questo tipo di servizi.

Molto più di un accenno di convergenza. Oltre che di matrice tecnologica, anche e soprattutto a livello di servizi.

Vodafone va avanti, ma all’iptv non ci pensa

Vodafone intende proseguire con gli investimenti in Italia a prescindere dall’eventuale acquisizione di Tiscali. Lo ha detto Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone Italia, a margine della conferenza stampa in cui è stata presentata l’offerta Adsl del gruppo britannico.

Rispondendo a una domanda sull’interesse per Tiscali, a margine della conferenza, Bertoluzzo non ha voluto commentare, limitandosi a dire che “Vodafone va avanti per la sua strada“.Una strada che passa per il lancio in Italia dell’Adsl, dopo l’acquisizione di Tele2, un servizio incentrato nella nuova Vodafone Station, che consente di parlare e di navigare.

Le offerte Adsl di Vodafone arriveranno sul mercato entro l’estate. Bertoluzzo non ha voluto fornire dettagli commerciali, dicendo che “non sarà una competizione sui prezzi, ma sulla qualità dei servizi“, basati su due pacchetti. Bertoluzzo ha precisato che “Tele 2 per ora va avanti così: non abbiamo un piano per l’abbandono del brand” e ha sottolineato che Vodafone investe 800 milioni-1 miliardo di euro l’anno “per realizzare un’infrastruttura integrata di nuova generazione”.

Per quanto riguarda l’Iptv, l’ad di Vodafone Italia ha affermato che “non rientra fra le nostre priorità, si evolve a ritmo lento: puntiamo innanzitutto sulla banda larga per tutti, poi ragioneremo su altre cose“. Da ultimo, Bertoluzzo, che ha definito l’iPhone targato Apple “un’icona dell’Internet mobile, un’opportunità per allargare il mercato“, ha detto di non capire le proteste di alcuni operatori mobili rispetto al piano delle tariffe di terminazione mobile varato dall’Agcom, che, secondo il manager, fornisce “orientamenti molto importanti“.

via Reuters.it

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Tra editoria e televisione News Corp. guarda al web

Pare che Rupert Murdoch non dovrà prendersela più di tanto per la mancata acquisizione di Newsday. Nella battaglia a due tra News Corp. e il Daily News del magnate Zuckerman, l’ha spuntata infine il terzo incomodo, ovvero Cablevision, operatore via cavo con base a Long Island, che ha rilevato Newsday per 650 milioni di dollari. Poco male. Per Murdoch la cosa più importante era che il popolare giornale newyorkese non finisse nelle mani del diretto concorrente a livello locale. Ed anzi, secondo molti addetti ai lavori di News Corp., installati nelle divisioni di New York e Londra, tale acquisizione, per la sostanziale mancanza di esperienza di Cablevision nel settore dei giornali, non rappresenta una reale minaccia a livello concorrenziale.

Per di più, “fagocitando” all’interno del suo “organismo mediale” anche Newsday, Murdoch ne avrebbe ricavato non poche seccature. Il fatto di essere già padrone di due dei dieci quotidiani più importanti d’America, The Wall Street Journal (al secondo posto per numero di tirature) e The New York Post (ottavo), avrebbe potuto provocare la reazione, verosimilmente non benevola, della Federal Communication Commission, agenzia federale che regolamenta e controlla il settore dei media. Da un lato infatti la commissione avrebbe potuto ostacolare il possibile accordo con Newsday oppure, e la cosa sarebbe stata anche peggiore, avrebbe potuto non rinnovare a fine anno la licenza per due delle televisioni locali di proprietà di Murdoch nell’area newyorchese.

Non si può parlare però di una vera e propria rottura. Questo perché con il proliferare dei giornali on line e della free press, i quotidiani regionali (come appunto Newsday) sono destinati a scomparire, a meno di raggiungere una qualche intesa con le maggiori testate (e perché no anche con Murdoch e Zuckerman), condividendo costi di stampa, distribuzione o raccolta della pubblicità. Ecco che archiviato temporaneamente il caso Newsday, con qualche riserva ma complessivamente con esiti positivi, spunta un’altra buona notizia per il colosso newyorkese. E la “buona novella” arriva dal numero due della compagnia Peter Chernin che dirige tutte le operazioni non giornalistiche, dalla televisione al web passando per il cinema. Chernin è l’uomo che ha cominciato nel 2005 con l’acquisto di MySpace ed ha proseguito creando poco più tardi Hulu, un sito che contiene show televisivi da tutti i network permettendo di guardarli in rete o di scaricarli su un lettore (o sul telefonino). Il vice di Murdoch ha recentemente dichiarato a Forbes: «Il pubblico vuole contenuti in rete. Se non saremo noi a darglieli, glieli darà qualcun altro. Dobbiamo avere il coraggio di rinnovare e anzi rivoluzionare continuamente il nostro modo di lavorare».

E la sua strategia d’azione, che finora l’ha visto spendere 1 miliardo e 200 milioni di dollari acquistando siti, consiste nel cooperare con la conocorrenza, anziché distruggerla come è stato spesso il metodo di Murdoch. Da qui l’invito a cena a Beverly Hills del ceo di Google Eric Shmidt per discutere di come le due società potrebbero lavorare insieme. «E’ difficile non essere affascinati da Chernin – ha detto di lui Schmidt dopo l’ incontro – e dalla sua capacità di persuasione». Che sia un segnale di ciò che deve accadere?

via Digital Sat Magazine