Il ruolo chiave della tv satellitare (per la pubblicità)

A un anno dalla prima diffusione dei dati Auditel, è continua e inesorabile la crescita di contatti e share per i canali satellitari. Secondo un articolo de Il Sole 24 ORE, redatto da Luca Veronese, almeno un italiano su dieci guarderebbe con regolarità i canali offerti da tale piattaforma. Da Rai a Mediaset, passando per La7, i canali generalisti hanno visto progressivamente erodere i propri contatti, per quanto fin dagli inizi della sua storia avessero bollato il satellite con l’epiteto di nanoshare (contatti insignificanti), sottolineando la scarsa platea, in termini pubblicitari, che esso era in grado di attirare.

Come share i canali satellitari, nel loro complesso, si avvicinano molto a quello di una tv generalista”, incalza Roberto Binaghi del centro media Omd. “Auditel sta leggendo una realtà in crescita, ormai corposa anche nei numeri”. E com’è prevedibile i canali sportivi, quali ad esempio Sky Sport, sono in testa nel raccogliere contatti preziosi, da cui poter trarre opportune indicazioni. Ma i dati Auditel palesano anche situazioni in apparenza meno evidenti: da un lato infatti, secondo Giuseppe Basile (responsabile delle ricerche dell’area tv di Starcom), i canali del gruppo Fox hanno superato qualunque previsione in termini di pubblico. Grazie soprattutto alla programmazione offerta dal canale Fox Crime. Allo stesso tempo, il target compreso tra i 4 e i14 anni, ha rappresentato (e continuerà probabilmente ed essere) l’el dorado per la tv satellitare poiché, nelle fasce opportune, raggiunge ben il 20% di share.

La tv generalista raccoglie ogni hanno più di 4,6 miliardi di euro di investimenti pubblicitari; d’altro canto la pubblicità sul satellite vale non più di 300 milioni di euro annui. Ma secondo Basile, la forza della piattaforma satellite non è racchiusa nei numeri, quanto invece nella qualità dei contatti. La tv satellitare raggiunge fette di popolazione, di solito con un più alto livello culturale, che hanno smesso di guardare la tv generalista: contatti esclusivi, rappresentanti persone più recettive. Un pubblico che sceglie di guardare la televisione, passando di fronte a Sky almeno il 50% della propria giornata-tv.

Ma per il satellite di Murdoch, che punta a raggiungere 6 milioni di abbonati entro il 2010 (oggi ne raccoglie 4 milioni), gli investimenti pubblicitari stanno assumendo un ruolo sempre più incalzante e centrale. E un affollamento del 18%, che inizia a percepirsi anche tra il pubblico, lo dimostra ampiamente. Secondo Biraghi “è sempre più evidente la presenza di aziende concorrenti all’interno dello stesso break pubblicitario: capita di vedere spot in sequenza di tre o quattro case automobilistiche, o di avere P&G, Danone e Nestlè all’interno di un film su Fox. Se il satellite vuole crescere anche sul mercato pubblicitario, conclude Biraghi, deve correggere anche questi errori di gioventù”.

Infografiche:

Iptv, VoIp e Banda Larga - Dati in milioni di famiglie


Fonte: eMarketer


Le foto di Flickr? Me le guardo in tv

AT&T U-verse TV (divisione iptv del carrier statunitense AT&T) ha annunciato qualche giorno fa la nascita di un nuovo servizio con cui sarà possibile visualizzare le foto di Flickr direttamente sul proprio apparecchio televisivo, tramite uno slide show gestibile dall’utente oppure un più semplice menu di navigazione. Basterà sintonizzarsi sul canale 91 ed il gioco è fatto: le fotografie verranno prelevate dal proprio profilo (non possono infatti essere visualizzate le foto altrui) e riprodotte direttamente sullo schermo televisivo, il tutto senza occuparsi in alcun modo di surfare nella rete.

AT&T è l’unico video service provider ad offrire un canale on line di foto completamente integrato nel proprio sistema il quale, sfruttando la velocità della banda larga, non sovraccarica gli utenti di alcun costo aggiuntivo. La creazione di un canale studiato appositamente per Flickr è solo l’ultimo di tanti servizi interattivi, a livello televisivo, che il carrier americano è in grado di offrire. Ad esempio sono previsti ulteriori strumenti che spaziano dai servizi metereologici alle informazioni sul traffico, per non parlare poi dei giochi on line di AT&T Yahoo! Games, adoperabili tramite la televisione.

AT&T è l’unico operatore statunitense ad offrire un servizio iptv al 100%, il che la porta ad essere una delle compagnie più avanzate a livello mondiale nel fornire servizi televisivi su protocollo ip. Ma il colosso americano non si ferma certo qui. E’ attualmente in fase di sviluppo un next-generation video service che ingloba U-verse TV in un progetto più ampio il quale permetterebbe di collegare ciascun utente con il proprio mondo telematico meglio di chiunque altro.

Stiamo perseverando per migliorare U-verse TV e continueremo su questa strada. Cerchiamo sempre nuovi modi per portare il meglio dell’ip ai nostri clienti“. Così la pensa Brian Buffington (AT&T executive director of U-verse marketing), e visto i risultati ottenuti fin ora, è giusto dargli credito.

Guarda lo screenshot del servizio

via FoxBusiness

I numeri dell’Iptv

Fonte: Elaborazione IEM su dati vari (2007)

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Questa infografica rappresenta la distribuzione del mercato europeo dell’Iptv a partire dai dati dal 2007. Vorrei però aggiungere una breve interpretazione, prendendo spunto dalle linee guida del rapporto 2007 Western European Convergence Market, in modo da poter contesualizzare i dati in maniera oggettiva, per ogni Paese. Da una prima occhiata, infatti, si potrebbe supporre che l’Italia, strano ma vero, avrebbe una posizione comunque di rilievo rispetto a paesi “ad alto tasso tecnologico” come Germania e Regno Unito. E in effetti è così. Ciò che manca, però, è una visione globale ed approfondita della situazione che possa far comprendere quanto valgono questi numeri a livello di potenza del servizio. Servizio che naturalmente è veicolabile attraverso diverse piattaforme tecnologiche (e non solo l’iptv).

Per questi motivi, approfondisco qui i casi più importanti a livello europeo, al fine di avere una chiara visione di ogni singolo contesto e cercando di trarre conclusioni valide, che siano il frutto di un’operazione di analisi e di confronto.